lunedì 29 febbraio 2016

8° Campionato CSI Open di calcio a 7


Gara Amichevole categoria esordienti


ASD REAL OLIMPIA GRAVINA - ASD PRO CALCIO ALTAMURA

Martedì 1 marzo 2016
ore 19,00
Campo Sportivo Comunale “Stefano Vicino”
Gravina in Puglia (BA)

arbitro Damiani Michele (I)
(sez. Arbitri “Silvium” Gravina)

sabato 27 febbraio 2016

Online la nuova agenzia Csi Flash di febbraio

CSI Flash Agenzia

Gianni Infantino è il nuovo presidente della Fifa

ZURIGO (Svizzera) - Gianni Infatino è il nuovo presidente della Fifa. Il candidato svizzero si è aggiudicato la poltrona al secondo turno elettorale con 115 voti, battendo il favoritissimo Salman Al Khalifa. Il numero 2 di Platini al Uefa diventa il n°1 del calcio mondiale e succede a Blatter dopo gli scandali  che lo hanno coinvolto. Le prime parole da presidente: «Voglio ringraziare tutti per la fiducia, continua un lungo viaggio insieme alle persone che amano il calcio. Sarò il presidente di tutte le 209 federazioni. Lavoriamo insieme per cambiare il calcio».

«In questo momento, credetemi, ho un pensiero molto forte per Michel Platini» è la risposta che Gianni Infantino, neo-presidente della Fifa, ha dato stasera a Zurigo durante la breve conferenza stampa, a poche ore dalle sua elezione. «Nei miei discorsi prima dell'elezione non ho menzionato alcun nome, ma è ovvio che ringrazio Michel Platini per i nove anni di lavoro svolti assieme» ha detto Infantino. L'italosvizzero non è entrato nei dettagli del suo programma ma ha comunque ricordato che durante la sua campagna aveva promesso che, nel caso accedesse alla massima carica, non avrebbe scelto un europeo come segretario generale.

Tutti con Infantino. PUTIN: «La disponibilità della parte russa a una costruttiva collaborazione, in particolare nei preparativi per i Mondiali del 2018». 
BLATTER: «Con la sua esperienza, competenza, strategia e diplomazia, abilità ha tutte le qualità per continuare il mio lavoro e per stabilizzare di nuovo la Fifa». 
TAVECCHIO: «Hanno vinto l'Europa del calcio ma anche il resto del mondo che il calcio lo ha nel Dna. Auguro al nuovo Presidente un buon lavoro, affinché possa guidare la FIFA in una nuova era perché dobbiamo recuperare credibilità dopo un anno di umiliazioni: il calcio non è quello che è stato dipinto negli ultimi mesi. Il calcio mondiale ha bisogno di continuare nel percorso di riforme iniziato oggi e l'Italia è a disposizione per contribuire a questo processo di rinnovamento auspicato da tutti. Ha vinto un'idea è un progetto espressione di Paesi e Confederazioni che hanno il calcio nel dna. È andata come doveva andare - ha aggiunto Tavecchio - Ora dobbiamo aiutare le federazioni più deboli a raggiungere quelle di primo piano». 
BERETTA: «Tutti i migliori auguri di buon lavoro a Gianni Infantino, nuovo presidente della Fifa. Credo che raccolga il testimone in una fase che ha bisogno di una fortissima attenzione per il rilancio del calcio mondiale».

fonte tuttosport.com

venerdì 26 febbraio 2016

Vitulano, Abruzzese e Vettorel alle Qualificazioni Olimpiche

ROMA - Carina Vitulano, è stata designata dalla FIFA per il girone asiatico di qualificazione alle prossime Olimpiadi, in programma in Giappone dal 29 febbraio al 9 marzo. Assieme a Carina designate le assistenti Lucia Abruzzese e Veronica Vettorel. 

La terna italiana fa parte del gruppo di arbitri internazionali, composto da 7 arbitri e 11 assistenti selezionate tra le varie confederazioni. 

Il torneo prevede la partecipazione di 6 rappresentative nazionali, che si affrontano in un girone unico da cinque giornata, dal quale verranno fuori le compagini qualificate.

fonte aia-figc.it

martedì 23 febbraio 2016

Designazioni internazionali Coppe Europee 2015/2016


24/02/2016
PSV Eindhoven (Olanda) - Club Atlético de Madrid (Spagna)
Stadio: "PSV Stadion" - Eindhoven (NED)
Champions League - Ottavi - Gara di Ritorno
ARBITRO: Daniele ORSATO
Assistente Arbitrale 1: Lorenzo MANGANELLI
Assistente Arbitrale 2: Riccardo DI FIORE
AAR 1: Paolo VALERI
AAR 2: Daniele DOVERI
IV Ufficiale: Elenito DI LIBERATORE




25/02/2016
SK Rapid Wien (Austria) - Valencia CF (Spagna)
Stadio: "Ernst-Happel-Stadion" - Vienna (AUT)
Europa League - Sedicesimi - Gara di Ritorno
ARBITRO: Paolo TAGLIAVENTO
Assistente Arbitrale 1: Mauro TONOLINI
Assistente Arbitrale 2: Fabiano PRETI
AAR 1: Paolo Silvio MAZZOLENI
AAR 2: Davide MASSA
IV Ufficiale: Andrea PADOVAN


lunedì 22 febbraio 2016

Juniores FIGC, arbitro fa il riconoscimento con Whatsapp: gara da ripetere

MILANO - La tecnologia può servire al mondo del calcio? Sì, ma non in tutti i casi. Ne è un esempio quello che è accaduto in un campionato giovanile in Lombardia, prima della partita tra Sporting Landriano e Locate, squadre della categoria Juniores regionali. 

Un giocatore ospite, sprovvisto del documento d'identità al momento del riconoscimento, ha mostrato all'arbitro una versione digitale dello stesso documento; in pratica un'immagine salvata sul telefonino attraverso la nota applicazione Whatsapp. 

Solo durante l'intervallo è stata fornita al direttore di gara la carta d'identità originale del calciatore. Troppo tardi: a seguito del reclamo degli avversari, il giudice sportivo ha ordinato la ripetizione del match per questo "errore tecnico". 

fonte sky.sport.it

Bundesliga: L’arbitro si stufa delle proteste e lascia il campo


LEVERKUSEN (Germania) - Gli arbitri stanno cambiando e l’evoluzione è arrivata a un punto di svolta al minuto 64 di una partita di Bundesliga: Bayer Leverkusen-Borussia Dortmund, una sfida buona come un’altra per perdere la pazienza e cambiare un ruolo. 

L’arbitro muto interprete delle regole non esiste più, l’arbitro impermeabile, robotico tutto gesti plateali e soffi nel fischietto è stato archiviato e anche se le immagini di questa ribellione sono a tratti comiche si portano dietro un cambiamento culturale notevole. Da inquadrare, ma non da buttare. Etichettarlo come sfogo è possibile solo che forse non siamo davanti a un raptus, ma una trasformazione. 

Escono fuori anche i colleghi; come il pifferaio magico e dietro a lui, nel tunnel, lo segue pure tutta la squadra perché non si può giocare senza arbitro e dietro ai titolari pure le riserve e i dirigenti perché nessuno ci capisce più nulla. E Rudi Voller, direttore sportivo del Leverkusen è furioso per il gol subito, per il caos, per i danni e non sa più a chi dirlo. 

Difficile stabilire se si tratta di istanti di anarchia o sublime rivincita: non si può andare avanti se manca chi stabilisce le regole. Zwayer in quei 9 minuti inediti ha detto ai due capitani che la partita sarebbe ricominciata solo se Schmidt si fosse accomodato in tribuna. Quando è successo il match è ripreso, il risultato si è fermato sull’1-0 e l’attenzione pure. Un colpo di testa o un colpo di mano?  

L’arbitro non dovrebbe essere il protagonista però anche la frase fatta «meno si vede, meglio lavora» ha fatto il suo tempo. Per non farsi notare ha bisogno della collaborazione dei calciatori, se sbaglia insultarlo allo sfinimento non può essere una soluzione. Anche stizzirsi e andarsene sa più di capriccio che di risposta però è un segnale. L’arbitro pensa, interpreta, non è un manuale ambulante, ha dei difetti, fa degli errori e pure delle scelte. Ha bisogno, e presto avrà, di fare affidamento sulla tecnologia più di quanto succede oggi e si prepara a interpretare il mestiere con un altro stile. Può decidere di interrompere una partita se sente i buu dalla curva, potrebbe anche decidere di non incattivirsi in fasi delicate che meritano più comprensione, può stabilire quando è abbastanza e anche interrompere il gioco. Persino incastrare il giocattolo. Un’ovvietà e insieme una novità. 

fonte lastampa.it

sabato 20 febbraio 2016

Porta Santa: il primo gol della Clericus Cup


ROMA - Dopo Roma-Real la capitale si appresta a vivere un altro gustoso piatto di calcio internazionale: la Clericus Cup. Riparte infatti domani il mondiale calcistico pontificio, promosso dal Centro Sportivo Italiano, con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, del Pontificio Consiglio per i Laici e del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano. È una edizione, la ‘decima’, ispirata naturalmente in questo Anno Santo della Misericordia, indetto da Papa Francesco al tema del Giubileo. Torna in palio la celebre Coppa con il ‘saturno’ - custodita per un lungo anno dai seminaristi campioni in carica del Pontificio Collegio Urbano - e lo fa ripartendo dal cuore della cristianità, Piazza San Pietro, dal simbolo del Giubileo, la Porta Santa, attraversata, dopo una preghiera comune, dai capitani delle 16 squadre iscritte al torneo.

"La Misericordia scende in campo". Ogni match nel pieno spirito del Giubileo
La X edizione della Clericus Cup si svolge nell’Anno Santo della Misericordia. E proprio al Giubileo non poteva non ispirarsi il decennale, con Papa Francesco capitano unico di tutte le formazioni. Su tutte le maglie delle 16 formazioni partecipanti alla Clericus Cup, campeggerà infatti quest’anno in bella evidenza il richiamo al tema scelto da Bergoglio per il Giubileo: “La Misericordia scende in campo”.
E’ il consulente ecclesiastico nazionale del Csi, don Alessio Albertini a spiegarne il senso nella conferenza stampa di stamane « il tema della misericordia deve essere visto in ogni ambito di vita e quindi anche nello sport. La misericordia nello sport si presenta anche in un campo di calcio, quando apri gli occhi e ti accorgi che hai davanti un’altra persona, con una dignità e con dei diritti pari ai tuoi e in questo caso vogliamo vincere. Le regole ci dicono che giochiamo ad armi pari. L’applicazione delle regole vale anche per i preti. Noi non facciamo e non promuoviamo attività sportiva perché cerchiamo il campione del futuro, anche se tanti sono veri fuoriclasse. Ma stiamo cercando di far capire che attraverso il calcio e lo sport in genere, possiamo guardare e quindi essere misericordiosi verso tante persone che incontreremo in quel campo dove, sacerdoti,  saremo mandati che è il campo della pastorale italiana».

Gli interventi dei patrocinatori
In conferenza stampa, oltre a don Alessio Albertini, sono intervenuti Mons. Mario Lusek direttore dell’ Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero turismo e sport della Cei, Santiago Perez De Camino, Responsabile Sezione Chiesa e Sport del Pontificio Consiglio per i Laici e Mons Melchor Sanchez, sottosegretario al Pontificio Consiglio della Cultura.
Mons. Mario Lusek: «La Clericus Cup fa scendere in campo con la misericordia nel cuore. Lo sport non nasconde niente anche quando ha delle ambiguità ma scende in campo e dà il meglio di sé. Attraverso la passione dobbiamo ricreare identità. La Clericus Cup può diventare il luogo in cui ricreare identità, la dinamica del giocarsi la vita in campo aperto senza nascondersi per donarsi agli altri. Cosi facendo il prete trasmette l’unica strategia possibile che è la passione: passione per la vita, passione di guardare l’altro e l’avversario non come un nemico ma come una persona con cui avere un confronto. La parola misericordia che scende in campo è sperimentare lo slancio alla passione per la vita. I preti che partecipano devono avere delle virtù: l’onestà, la carità ma soprattutto la forza di volontà».
Santiago Perez De Camino: «La Clericus non può essere progettata senza pensare alla formazione cristiana in una crescita continua dei valori. È importante che non manchi questa formazione. Voi seminaristi e sacerdoti che vi troverete a lottare per questo saturno d’argento, dovete riflettere sul tempo che vi viene dato perché tutto quello che sperimentate servirà in un modo o in un altro per la vostra vita pastorale e la Clericus serve anche per sviluppare l’amore per lo sport. Impareremo a portare le persone a Dio attraverso lo sport».
Mons Melchor Sanchez: «Lo sport è uno dei fenomeni più grandi del nostro tempo che mobilita milioni di persone. E la Chiesa non può non interessarsi di questi fenomeni culturali come anche la musica o il cinema. Lo sport è sempre stato un fenomeno popolare. La Clericus Cup è una delle operazioni migliori in termini di immagine e comunicazione planetaria è un fantastico biglietto da visita per la Chiesa. Questo torneo è conosciuto in tutto il mondo. La Chiesa spesso è nel mirino per gli esempi di cattivo comportamento da parte di alcuni ecclesiastici ma è anche una realtà positiva molto bella».

Quaresima di gol e dopo Pasqua il Giubileo della Clericus
Sarà ancora una Quaresima speciale, vissuta dai preti calciatori tra le canoniche Via Crucis del venerdì e le fatiche degli allenamenti infrasettimanali, in vista dei weekend di gioco. Come tradizione la Clericus Cup si disputerà sui campi del Pontificio Oratorio di San Pietro, a due passi dal Vaticano (Via di Santa Maria Mediatrice, 24). A partire dal 20 febbraio oltre 350 calciatori,  sacerdoti e seminaristi di tutto il mondo, scenderanno in campo nel campionato. Nel mese di aprile la Clericus Cup celebrerà il suo Giubileo in una giornata ove saranno invitate tutte le 32 formazioni partecipanti in almeno una delle dieci edizioni del torneo disputate. L’edizione 2016 si deciderà nella finale di sabato 28 maggio, nello stesso giorno in cui a Milano si disputerà la finale di Champions League.

Novità 2016: assente il Red Mat, debutta il Vaticano
Sono solamente quattro le squadre che hanno partecipato in ciascuna delle nove precedenti edizioni della Clericus Cup. Nel ristrettissimo club delle fedelissime ci sono North American Martyrs, Collegio Urbano, Mater Ecclesiae e Sedes Sapientiae, unica squadra fra le magnifiche 4 a non aver mai conquistato il titolo. Non passa inosservata, nella stagione del decennale, l’assenza del Redemptoris Mater, il seminario neocatecumenale, capace di conquistare tre Coppe con il Saturno nelle prime 4 edizioni. Il campionato 2016 segna invece il debutto assoluto Collegio Cusmano e per i Missionari della Consolata. Fa ritorno dopo anni di assenza il Sant’Anselmo, monaci e cistercensi uniti nei colori “orange” che avrà la maglia della squadra dell’Aventino, il colle del celeberrimo Giardino degli Aranci. All’insegna della fratellanza sportiva e della vicinanza a Piazza San Pietro la mista, creatasi fra Agostiniani e Vaticano, insieme nel sodalizio che abbina nel team clericale i seguaci del Santo d’Ippona, il cui collegio è ad un passo dal Colonnato del Bernini ed i giovani studenti, i chierichetti del Papa, del Preseminario Vaticano, guidati anche in campo dal direttore dell’Istituto San Pio X, don Luigi Portarulo.

Un mondo di nazioni in campo: Nigeria e Messico leader. Italia ottava
Sono 350 i tesserati iscritti, con passaporto di ben 65 diverse nazionalità, i protagonisti della decima  Clericus Cup. Messico e Nigeria i paesi con più rappresentanti: ben 35 atleti. A seguire Stati Uniti, Francia, Spagna, tutte presenti nel torneo con il corrispettivo Pontificio Collegio. Per gli amanti del calcio non sarà difficile riconoscerle in campo, dato i colori delle maglie da gioco, identiche a quelle delle loro Nazionali. Quindi Colombia e Congo. La fuoriuscita del Red Mat fa scivolare l’Italia all’ottavo posto, con soli 13 giocatori iscritti per lo più nella nuova squadra del Vaticano.  Cinque i continenti rappresentati, con giocatori anche di Olanda, Siria, Australia, Ciad, Angola e Timor Est.

Albo d’oro
2007 Redemptoris Mater
2008 Mater Ecclesiae
2009 Redemptoris Mater
2010 Redemptoris Mater
2011 Gregoriana
2012 North American Martyrs
2013 North American Martyrs
2014 Pontificio Collegio Urbano
2015 Pontificio Collegio Urbano

fonte csi-net.it

venerdì 19 febbraio 2016

Lutto

L'intera Famiglia Arbitrale della sezione CSI "Silvium" di Gravina ricorda commossa il dott. CARLO SIMONE - già presidente di sezione negli anni novanta, e cognato del collega A.E. Angelo Raguso - scomparso in mattinata.

I funerali si svolgeranno sabato 20 febbraio alle ore 15,00 presso la parrocchia San Francesco d'Assisi in Gravina.

8° Campionato CSI Open di calcio a 7 - Coppa Country Sport "Trofeo Zidane"

martedì 16 febbraio 2016

Designazioni internazionali Coppe Europee 2015/2016


16/02/2016
SL Benfica (Portogallo) - FC Zenit (Russia)
Stadio: "Estádio do Sport Lisboa e Benfica" - Lisbona (POR)
Champions League - Ottavi - Gara di Andata
ARBITRO: Gianluca ROCCHI
Assistente Arbitrale 1: Elenito DI LIBERATORE
Assistente Arbitrale 2: Mauro TONOLINI
AAR 1: Antonio DAMATO
AAR 2: Carmine RUSSO
IV Ufficiale: Riccardo DI FIORE




18/02/2016
Borussia Dortmund (Germania) - FC Porto (Portogallo)
Stadio: "BVB Stadion Dortmund" - Dortmund (GER)
Europa League - Sedicesimi - Gara di Andata
ARBITRO: Luca BANTI
Assistente Arbitrale 1: Lorenzo MANGANELLI
Assistente Arbitrale 2: Alessandro GIALLATINI
AAR 1: Marco GUIDA
AAR 2: Andrea GERVASONI
IV Ufficiale: Andrea PADOVAN


lunedì 15 febbraio 2016

In FIGC incontro tra il Settore Giovanile Scolastico e gli Enti di Promozione Sportiva


ROMA - Si è riunito il 10 febbraio, presso la Sala del Consiglio Federale della FIGC, il tavolo di lavoro composto dai rappresentanti della Federcalcio - Vito Tisci e Vito Di Gioia, Presidente e Segretario del Settore Giovanile e Scolastico e Antonio Cosentino, Presidente della Lega Nazionale Dilettanti - e gli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI, tavolo finalizzato a disciplinare i rapporti tra le parti nell’interesse dei soggetti tesserati e delle comunità territoriali.

Punti centrali dell’incontro, per l’avvio di un rapporto che segua le linee programmatiche stabilite dalla Giunta del CONI, la necessità di condividere determinati requisiti per lo svolgimento delle attività quali il rispetto dei principi, delle regole e delle competenze della Federazione Nazionale, dei criteri di omologazione e delle normative tecniche FIGC/SGS a tutela dei giovani calciatori e per favorire lo sviluppo dell’intero movimento. Il tavolo di lavoro ha inoltre affrontato le tematiche all’efficacia reciproca dei provvedimenti disciplinari adottati dai rispettivi Organi giudicanti e all’applicazione di analoghe tutele assicurative e sanitarie.

“Questo tavolo di lavoro deve essere inquadrato come un sereno scambio di opinioni sui temi del tesseramento e dell’attività da svolgere sul territorio - ha detto Vito Tisci, Presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC - l’azione istituzionale dei soggetti coinvolti non deve pertanto ostacolarsi, ma diventare complementare al fine di perseguire l’obiettivo comune che abbiamo e porre le basi per un progetto che promuova lo sport su scala nazionale”.

L’incontro si è concluso con la pianificazione dei prossimi appuntamenti: entro il 20 febbraio gli Enti di Promozione Sportiva sono invitati a inviare alla Segreteria del SGS le proprie proposte e riflessioni sugli argomenti affrontati in sede di confronto, nei primi giorni del mese di marzo si riunirà un altro tavolo di lavoro finalizzato alla sottoscrizione di una Convenzione da parte del Presidente Federale.

fonte figc.it

Riunione Tecnica - Giovedì 18 Febbraio 2016

GRAVINA - Giovedì 18 Febbraio p.v. alle ore 20,00 è convocata, presso la sala riunioni della sezione, una Riunione Tecnica per tutti gli arbitri A.E. ed A.F.Q. dell'Associazione Arbitri "SILVIUM" di Gravina.
Tutti gli associati sono pregati di non mancare.

N.B.: La presente comunicazione è da ritenersi, a tutti gli effetti, convocazione ufficiale alla riunione.

IL PRESIDENTE
Ass. Arbitri "SILVIUM" Gravina
CARLO RUTIGLIANO

venerdì 12 febbraio 2016

UEFA Futsal EURO: Malfer dirige la finale

BELGRADO (Serbia) - Alessandro Malfer è stato designato a dirigere la finale dei Campionati Europei di Futsal, in programma domani a Belgrado con inizio alle ore 21.00. 

Si contenderanno il titolo continentale le nazionali di Russia e Spagna. Malfer sarà affiancato dal secondo arbitro Sorescu (Romania), dal terzo arbitro Fernandes Coelho (Portogallo) e dal cronometrista Cerny (Repubblica Ceca).

In Serbia oltre ad Alessandro si trova anche il designatore della CAN 5 e istruttore FIFA e UEFA Massimo Cumbo, in qualità di Referee Observers/Instructors.

Il Presidente dell’AIA Marcello Nicchi con il Vice Narciso Pisacreta ed i componenti del Comitato nazionale, a nome di tutto il movimento arbitrale italiano, nel congratularsi con il nostro arbitro internazionale per le brillanti prestazioni fornite durante la manifestazione, formulano un grande in bocca al lupo ad Alessandro.

fonte aia-figc.it

lunedì 8 febbraio 2016

8° Campionato CSI Open di calcio a 7


Basket: Arbitri si diventa, al di là dei suoni

ROMA - Essere arbitro significa imparzialità e giustizia, implica precisione, correttezza, doveri morali ed accettare di poter commettere errori. Non tutti possono arbitrare, solo chi ha veramente passione può farlo. Federico Di Marzio possiede ogni dote necessaria. Un ragazzo come tanti, che ha scelto di diventare arbitro di pallacanestro, dopo essere sceso in campo per anni come giocatore. La particolarità? Federico è un ragazzo sordo. Romano, classe 1982, ha giocato nella Nazionale Italiana Sordi, passando dopo qualche anno al mestiere di arbitro.

Com’è nata la passione per il basket?
“Dopo aver frequentato per tre anni dei corsi di nuoto mi sono lanciato nel basket. In realtà la mia passione per la pallacanestro è nata guardando le partite in televisione insieme a mio padre: quello che più mi colpì, all’età di 8 anni, fu vedere i match Nba che vedevano impegnato Michael Jordan. Ne rimasi estasiato”.

Come si comportavano gli altri bambini di fronte alla tua sordità?
“La mia prima squadra è stata la Fortitudo 1908, nella quale ho giocato per cinque anni. L’inserimento in effetti non è stato semplice e ho dovuto faticare molto, perché gli altri bambini non si sono sempre comportati nel migliore dei modi. Mi sono però sempre allenato con grande volontà senza farmi prendere dallo sconforto”.

Dopo qualche anno è giunta la possibilità di partecipare al campionato per sordi…
“All’età di 13 anni fui chiamato da un arbitro che, vedendomi giocare, mi propose di partecipare al campionato per sordi. Mi sembrava di aver raggiunto un meta irraggiungibile, un sogno divenuto realtà. La mia prima squadra si chiamava “Forza Roma”. Lì, finalmente, mi sono sentito come a casa”.

E sono arrivati grandi successi…
“Ho vinto il mio primo scudetto nel 1995. A ripensarci oggi provo ancora emozioni uniche, anche perché quell’anno fui premiato come miglior giocatore nella categoria giovani. Ho vinto successivamente altri 4 titoli, ma con squadre diverse

Qual è stata l’emozione per l’esperienza in nazionale?
“La convocazione in nazionale è stata il momento più bello della mia vita, indossare la maglia azzurra per rappresentare l’Italia nel mondo è gratificante come poche cose al mondo”.

Europeo, Mondiale, Giochi Olimpici. Quanti sacrifici e quante gratificazioni?
“Nel corso degli anni i sacrifici si sono moltiplicati, perché per disputare manifestazioni di tale livello ho sempre dovuto dedicare molto tempo alla preparazione fisica. Purtroppo non è arrivato alcun podio, ma ai campionati mondiali di Palermo 2011 siamo giunti al quinto posto conquistando un ottimo risultato”.

Qual è stata la squadra più forte contro cui hai giocato?
“Non ho dubbi nel rispondere: certamente la Lituania”.

Dopo l’esperienza con la nazionale hai deciso di creare una società di basket formata da udenti e sordi. Perché questa scelta? Com’è il rapporto tra i compagni?
“Non gioco più in nazionale perché ho deciso di lasciare il mio posto a ragazzi più giovani. La Kosmos, la società a cui ho dato vita, è stata creata per far sì che i sordi possano integrarsi con gli udenti. Il rapporto è meraviglioso, siamo tutti sempre in contatto e molto spesso passiamo insieme lunghe serate, durante le quali non vi è alcuna differenza tra di noi. Ho avuto l’occasione di conoscere Carlton Myers e Gigi Datome e, dopo aver loro raccontato della Kosmos, mi hanno fatto grandi complimenti”.

Arriviamo alla scelta di lasciare il basket giocato per passare all’arbitraggio…
“Durante le superiori, in realtà, avevo già deciso che un giorno avrei voluto fare l’arbitro di basket. Mi piace gestire la partita, prendermi le responsabilità, essere coerente, equilibrato ma allo stesso tempo autorevole. Dopo 25 anni passati a giocare sui campi ho pensato di cambiare e sono fiero di aver raggiunto anche questo obiettivo”.

E il primo anno da arbitro come è andato?
“Devo dire che è passato molto velocemente. Durante la settimana aspettavo con impazienza che arrivasse la domenica…”.

Come sei stato accolto da colleghi e giocatori? Vi è stato scetticismo?
“All’inizio ho pensato che avrei potuto avere alcune difficoltà nella comunicazione, invece è andato tutto benissimo sia con i giocatori che con i colleghi. Se vi è stato scetticismo non me lo hanno mai fatto notare. Vorrei infatti ringraziare Alessandro Martolini (Istruttore Arbitri Provinciale) e Gianluca Cassano (Commissione Provinciale Cia Roma), che mi hanno dato molto fiducia, dato che sono il secondo arbitro sordo in Italia”:

Che cos’è #WeGroupDeafs?
“Io e il mio amico Luca Picone abbiamo fondato la #WeGroupDeafs per girare film e cortometraggi divertenti, anche attraverso la LIS (lingua dei segni). Amiamo il cinema e ci siamo buttati in questa nuova avventura“.

Nello sport serve passione e voglia di mettersi in gioco, forse Federico è uno dei pochi ad averne capito il vero  significato. A volte, infatti, non servono né occhi né orecchie, ma solamente forza di volontà e passione.

fonte sportface.it